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La "consulenza" bancaria e dei promotori finanziari

Ogni giorno assisto allibito dall'uso improprio della parola consulenza da parte di operatori finanziari presenti nella Banche italiane, negli Uffici Postali e di molti promotori finanziari che sono palesemente in continuo "conflitto di interessi".
Essere in "conflitto di interessi" significa che la persona con la quale entrate in contatto nel desiderio di ottenere buoni consigli riguardo ai Vostri investimenti, ha interesse personale a consigliarvi prodotti della Banca o della società che rappresentano che, nella maggior parte dei casi, non corrisponde affatto alle aspettative e al profilo di rischio del cliente.
L'alibi che queste persone si sono create nel corso degli ultimi ventanni è legata a leggi e strumenti finanziari sempre più complicati e arroccandosi dietro ad una presunta "professionalità" solo per il fatto di stare dietro ad uno sportello bancario o ad una scrivania di qualche SIM o SGR.
Inoltre la perdurante "ignoranza" e mancanza di cultura finanziaria permette a questa moltitudine di meri venditori di promesse di mantenere il loro status ancora oggi impunemente.
Vorrei ricordare che le conseguenze di investimenti sbagliati e fallimentari come PARMALAT, CIRIO, BOND Argentini e alcuni tipi di investimento sono stati distribuiti prevalentemente dalle Banche! Negli ultimi anni anche la ristrutturazione dei servizi presso gli Uffici delle Poste Italiane permettono alle persone responsabili dell'Ufficio "Consulenza" di promuovere investimenti "alternativi" come le Index e unit linked che contengono dei rischi correlati all'emittente sottostante. Che significa che se l'emittente legato al particolare prodotto dovesse fallire, avrete perso tutti i vostro soldi!
Per fare consulenza nel proporre un Buono postale o un B.O.T. allo sportello non bisogna certamente essere laureati con lode alla "Bocconi". Della serie faccia una firma qui e non si preoccupi, sono investimenti sicuri:anche quando hanno proposto i titoli di stato argentini(detti Bond argentini).
Ho conosciuto recentemente una signora che è stata vittima di questa brutta storia. Mi ha confermato che aveva chiesto precisamente del rischio correlato all'investimento. Gli era stato assicurato che "L'Argentina non può fallire!".
Sorge una domanda: se voi fosse stati al suo posto e purtroppo aver dilapidato i risparmi di una vita, cosa ne pensereste del sistema bancario?
Una seconda domanda: l'impiegato o funzionario che aveva dato il "consiglio" giusto che conseguenze ha avuto a causa dell'avventata "consulenza"? Nulla, assolutamente nulla. La colpa è sempre degli altri, del mercato, delle mutate condizioni della finanza mondiale.
Purtroppo la mancanza di cultura finanziaria, anche la più elementare, espone i risparmiatori a rischi inimmaginabili in cui la Banca, l'ufficio Postale o il Promotore non ne paga mai le conseguenze. Anzi. Si incassano le commissioni subito e senza tante spiegazioni!
Bisogna poi aggiungere che la situazione legislativa che apparentemente tutela il risparmiatore non può certamente sopperire alla grave lacuna culturale che c'è in Italia in materia finanziaria. Una lacuna che permane da molti anni. La mia osservazione è datata 2 maggio 1978 quando ero stato assunto dalla Banca dove lavoravo. E poi ancora nel 1986 quando sono entrato in FIDEURAM. Ora sono passati 24 anni ma la situazione è proporzionalmente peggiorata. Ci sono una moltitudine di prodotti ma tutti hanno un profilo di rischio che nessuno spiega mai sufficientemente e chiaramente, esponendo il risparmiatore alle volte a delle vere e proprie "scommesse"  piuttosto che investire e proteggere il proprio capitale!
Naturalmente ci sono delle forme di investimento a bassissimo rischio come i titoli di stato italiani e soprattutto quelli tedeschi ma hanno un rendimento che non supera il 4%. Questo significa avere un rendimento reale che riesce a mantenere a fatica il valore autentico del proprio capitale.
Mi spiego: Se oggi compero una casa, una automobile, una elettrodomestico con gli stessi soldi investiti dopo alcuni anni devo poterli comperare nuovamente o magari una casa più grande, una automobile più confortevole, un elettrodomestico più moderno.
Accade invece che una volta disinvestito il proprio risparmio si deve aggiungere ancora qualche piccola somma. Cosa è successo? Che il rendimento vero e autentico non ha raggiunto il risultato sperato.
Quando lavoravo in Banca ho visto depositi "dormienti" con tassi dello 0,99% lordo! Sto parlando del 1980-1982 quando i tassi erano arrivati al 19% sui B.O.T.!
Mi ricordo le signore anziane che venivano allo sportello per chiedermi di accreditargli i "fitti" di denari accantonati con parsimonia e diligenza per fare i regali ai nipoti e ai figli. Una situazione imbarazzante vedere a terminale il tasso "corrente"!
La rassegnazione e l'impotenza dei piccoli risparmiatori è nota a tutti. Non è noto a tutti che si può cambiare.
Ma quello si può fare solo con una rivoluzione culturale che viene opportunamente disincentivata dalla classe politica che difende le Banche e le Istituzioni finanziarie. Non ha importanza il colore di chi sta al governo, questa situazione dura dal dopoguerra e quindi sperare in un cambiamento è pura illusione!
Vige il principio dell'antica Roma "dividi et impera" che significa non aggregare gruppi e persone nel difendere i propri diritti di risparmiatore, una questione anche morale ed etica anche se queste mie affermazioni sono e rimarranno a lungo inascoltate e accademiche.
Un primo passo però la sta facendo la consulenza finanziaria indipendente in Italia che presto sarà riconosciuta anche a livello legislativo speriamo entro fine anno 2010. Una serie di professionisti che lavorano insieme al risparmiatore in totale assenza di conflitto di interessi che significa che l'interesse del risparmiatore e del consulente coincidono.
Il consulente finanziario indipendente percepisce una parcella dal suo lavoro di analisi e di ricerca del miglior investimento non avendo condizionamenti di casacca o di maggiori percentuali sui prodotti collocati.
Un rapporto quindi più chiaro e trasparente che vuole essere la vera alternativa per il risparmiatore italiano.
Questo non significa che bisogna affidarsi ad un consulente finanziario indipendente con gli occhi bendati ma valutando analiticamente e approfonditamente la reputazione e l'affidabilità personale di chi si propone come tale.
Mi auguro che queste mie affermazioni e consigli possano aver aiutato al lettore ad avere un quadro più chiaro di come investire i propri sudati risparmi!
Un cordiale saluto.
Valerio Rossi, Consulente Finanziario Indipendente.
Verona, 12 luglio 2010.

        

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